Vi racconto una storia.
Quando ero al Liceo, un giorno appesi in classe alcune foto di Giorgia Surina che Max aveva pubblicato. Da quel giorno i miei voti migliorarono notevolmente. Quando avevo una verifica, mi bastava baciare il capezzolo sporgente della Surina per sentirmi invaso da uno spirito rinnovato: sentivo il sangue pulsarmi vivido nelle vene, il cervello lavorava come mai aveva fatto, tutto il mio corpo era rinvigorito da un'energia positiva che, portandomi in uno stato di
trance, mi permetteva di completare il compito in classe in maniera impeccabile.
Il mio compagno di banco, strabiliato dal mio prodigioso cambiamento, provò, poco prima di una verifica di biologia, a strofinare le proprie mani sull'incavo delle chiappe di Giorgia e,
incredibile!, prese otto e mezzo.
Persino i professori, notando il mutamento del mio andamento scolastico, dovettero arrendersi all'evidenza: quelle foto erano
miracolose, ed era loro il merito del mio miglioramento.
Una mattina, arrivato a scuola, scoprii con orrore che qualcuno, nottetempo, aveva strappato tutte le foto. Il mio dolore fu lancinante: avevano distrutto ciò in cui credevo, la mia fonte di speranza e la ragione dei miei successi scolastici. Mi si avvicinò la professoressa di matematica, una bigotta che portava sempre un perizoma avvolto da spine, per avvicinarsi al dolore di Cristo (il quale, come è noto, adorava i perizoma avvolti da spine), e mi disse: "Le ho strappate io!"
"
Perchè???"
chiesi io, disperato come un leghista di fronte ad un'equazione di terzo grado. "Perchè erano foto indecenti, inadatte alla scuola." rispose lei, mi voltò le spalle, e se ne andò, aggiustandosi il filo tra le chiappe.
Dopo tanto tempo, ripensando a quell'episodio, capisco che aveva ragione: le foto di Giorgia Surina, che troneggiano ancora nella mia cameretta (dove il mio ex compagno di banco si intrufola, nel bel mezzo della notte, per strofinarsi ancora le mani sul sedere di Giorgia) non potevano essere esposte in una scuola, perchè potevano offendere la sensibilità di qualcuno o, semplicemente, perchè qualcuno non le voleva appese. Nella mia cameretta posso fare tutto ciò che voglio; a scuola, che essendo pubblica è di tutti, no.
Non potevo appendere sul muro di una scuola pubblica delle foto che, per quanto importantissime per la mia identità di studente, rappresentavano soltanto me.
Non hanno mai fatto male a nessuno quelle foto, anzi: il mio ex compagno di banco ha preso otto e mezzo in biologia! Ma questo non è sufficiente a giustificare la presenza, sul muro di una scuola pubblica, di un simbolo che le altre persone di quella scuola (insegnanti, bidelli, alunni) non condividevano.
Ecco perchè è giusto
togliere il crocifisso dalle aule scolastiche.
E se mi venite a dire che il crocifisso è un simbolo religioso non paragonabile a delle foto di una donna nuda, vi risponderò che non c'è modo di dimostrare che il mio miglioramento scolastico non sia avvenuto davvero grazie a quelle foto: il vostro credo non ha più fondamenti del mio.
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